La morte non esiste perché nessuno di noi vivrà mai la morte.
La morte non esiste perché non c’è nessun essere vivente che ne possa mai fare l’esperienza.
Siamo una coscienza e, indipendentemente dal suo grado evolutivo, possiamo solo vivere l’esperienza della vita, e mai quella della morte.
Ma andiamo per ordine, iniziamo dal punto di partenza evolutivo che è lo stato in cui si trova la maggior parte delle persone: siamo la coscienza che è identificata nel corpo e nella sua mente, in questo statosiamo a tutti gli effetti la coscienza del corpo che si spegne nel preciso istante in cui il corpo si addormenta oppure muore. Anche chi crede di ricordare vite passate, non ricorderà mai nulla del periodo di tempo in cui il corpo vive la morte, poichè la sua coscienza non c’era.
Quando ci addormentiamo alla sera, oppure quando il corpo muore, nel preciso istante in cui sopraggiunge il sonno o la morte, la nostra coscienza si spegne e noi non viviamo né lo stato di sonno né quello di morte perché noi (coscienza) siamo spenti, ossia non ci siamo più.
In entrambi i casi la coscienza si spegne e noi non ce ne accorgiamo, questo perché, appunto, la coscienza è spenta. Potremmo accorgercene solo se la coscienza restasse per una frazione di tempo ancora accesa, il che non avviene, e chi medita lo sa molto bene;
Quando vi addormentate, nonostante che il vostro corpo è vivo e vegeto, la coscienza si spegne comunque all’istante e si spegne ancora più velocemente quando il corpo muore.
Possiamo dire che facciamo l’esperienza della morte ogni sera quando ci addormentiamo, ma in realtà è una non-esperienza poichè non solo non viviamo il sonno o la morte, ma non viviamo neppure lo spegnersi della coscienza. L’attenzione mentale non è così presente da vivere quell’istante.
Possiamo solo vivere i momenti di vita, cioè momenti in cui “la coscienza è accesa e non vivremo mai i momenti di sonno o morte.
Lo stato di sonno si distingue dallo stato di morte poichè il corpo essendo vivo e vegeto, permette alla mente di accendere la coscienza e creare un sogno, su un livello di manifestazione che non è quello del corpo. A scanso di equivoci lo stato di sogno è quindi comunque uno stato di veglia poichè la coscienza è accesa.
Se parliamo invece di una coscienza evoluta, che attraverso un cammino di crescita ha trasceso i confini del corpo, e quindi non è più identificata nel corpo e nella sua mente, ma è diventata Consapevolezza dello spazio, per comprenderci stiamo parlando della coscienza degli illuminati, ebbene Essa continuerà a essere cosciente di se stessa ma semplicemente non percepirà più il corpo poichè esso avrà spento la sua coscienza.
Questo per dire che anche quando la coscienza, nel suo percorso di evoluzione e crescita, trascende i confini del corpo, non fa comunque mai l’esperienza della morte del corpo. Solo il corpo potrebbe fare l’esperienza della morte, ma la sua coscienza è spenta.
L’esistenza è infinitamente varia poichè è l’espressione della coscienza di tutti gli esseri viventi dell’universo, che mai potranno vivere l’esperienza della morte.
La fisica quantistica ci da dimostrazione di questo, poichè ci dice che un albero esiste solo se c’è una coscienza che lo osserva; questo perché si è scoperto che le particelle subatomiche che compongono al materia si rendono manifeste solo quando c’è qualcuno che le osserva. Per questo motivo una esperienza è possibile solo quando c’è una coscienza che la vive.
Se questo non accade, quell’esperienza non esiste da nessuna parte nell’universo, poichè non c’è una coscienza a darle vita.
La morte non esiste poichè nessuna coscienza ne può fare esperienza.
Tutti gli esseri viventi dell’universo possono sempre e solo vivere la vita nelle sue infinite forme,
ma mai possono vivere la morte, poichè la morte è uno stato in cui la coscienza è spenta.
E tu sei la coscienza.